Portiamo luce. Il povero che c'è in noi. [News: Cucù!] Inserita il 11/12/2020
Oggi lasciamo la parola a Christine Bader, ex direttrice della responsabilità sociale di Amazon, che riflette su quanto appreso grazie alla sua decisione di lasciare il lavoro. È una riflessione – apparsa il 16 novembre su Fast Company – collegata al fenomeno de Le Grandi Dimissioni, che sta influenzando anche l’Italia.
Riflessioni sulle dimissioni
Anni fa, Christine Bader ricopriva il ruolo di direttrice della responsabilità sociale di Amazon, gestendo un programma di verifica delle condizioni di lavoro nelle fabbriche che producevano i prodotti a marchio Amazon. Il lavoro era ad alta pressione e frenetico, con infinite opportunità di impatto e crescita, ma anche incompatibile con il resto della sua vita. Durante la sua permanenza, ha osservato molte partenze, notando che gli esiti peggiori non erano quelli di chi veniva licenziato, ma di chi lasciava il lavoro di propria volontà senza una chiusura adeguata.
Coloro che potevano scegliere i propri tempi e la propria narrazione spesso lo facevano in modo sbagliato, lasciando i colleghi nei guai o all’oscuro, senza preavviso. Lasciare un lavoro in malo modo, però, può compromettere la vita migliore per cui si sta partendo. Come nelle relazioni personali, una chiusura adeguata è fondamentale per andare avanti.
Il fenomeno delle Grandi Dimissioni
Le dimissioni sono diventate una tendenza tra chi può permettersele. I lavoratori, soprattutto sotto i 40 anni, chiedono sempre più obiettivi e flessibilità. La pandemia ha accelerato questa tendenza: a settembre, circa 4,4 milioni di lavoratori negli Stati Uniti hanno lasciato volontariamente il proprio lavoro, il numero mensile più alto mai registrato.
Tra i milioni di persone che hanno dato le dimissioni, chi se n’è andato con grazia e una chiusura adeguata avrà più facilità a proseguire, grazie alla tranquillità interiore e ai riferimenti positivi dei precedenti datori di lavoro. Come responsabile delle assunzioni, Christine Bader notava che i campanelli d’allarme suonavano quando i candidati faticavano a spiegare perché avevano lasciato o volevano lasciare il loro lavoro. I motivi negativi erano accettabili, ma era preferibile quando i candidati ne parlavano in modo pulito e corretto.
Un test utile è chiedersi: “Mi dispiacerebbe se parlassero di me allo stesso modo con il loro prossimo datore di lavoro?”. Per il bene della salute mentale, dell’integrità, dell’occupabilità e delle persone intorno a noi, conviene imparare a dimettersi in modo appropriato. Anche se non si è amato ogni minuto di un lavoro, si è sempre imparato qualcosa da quell’esperienza. Gli ex colleghi possono riapparire ovunque, dal prossimo posto di lavoro a un’isola remota, e la reputazione e le relazioni ci seguiranno sempre.
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