Lavoro domestico, settore chiave ma fragile: quasi un addetto su due è irregolare
Il comparto del lavoro domestico si conferma uno dei più rilevanti ma anche più vulnerabili del mercato del lavoro italiano. Nel 2024 i lavoratori regolari sono 817mila, per un totale di oltre 1,7 milioni di soggetti censiti dall’INPS. Accanto a questa platea, però, emerge una componente irregolare molto ampia: il tasso di irregolarità raggiunge il 48,8%, portando il numero complessivo delle persone coinvolte nel settore a circa 3,3 milioni.
Dati demografici e caratteristiche del settore
Il settore è caratterizzato da una forte presenza femminile (quasi il 90%) e da una maggioranza di lavoratori stranieri (circa il 70%). L’età dei datori di lavoro è un altro aspetto rilevante: il 37,9% ha almeno 80 anni, in aumento rispetto al 35,9% del 2019, mentre solo il 28,5% ha meno di 60 anni. Questo evidenzia come il lavoro domestico sia sempre più legato alla gestione della non autosufficienza e dell’assistenza agli anziani.
Proposte per contrastare il lavoro irregolare
- Cashback dedicato al lavoro domestico;
- Detrazione fiscale al 10% sul costo del lavoro domestico;
- Assunzione durante la NASpI, con trasferimento di una mensilità al nuovo datore di lavoro domestico da utilizzare per i contributi INPS.
Obiettivi e strategie
L’obiettivo è trasformare la regolarità da obbligo formale a scelta conveniente per tutti, attraverso un’alleanza tra associazioni datoriali, sindacati firmatari del contratto collettivo e istituzioni. Questo percorso mira a rendere il lavoro domestico più stabile, tutelato e trasparente.