Harmont & Blaine ritira i licenziamenti dopo il vertice in Prefettura a Napoli
Dopo un confronto definito duro tra azienda e organizzazioni sindacali, la società Harmont & Blaine ha accolto la richiesta di ricorrere agli ammortizzatori sociali per gestire la fase di difficoltà, concludendo la procedura di licenziamento avviata in precedenza. La decisione segue ore di mobilitazione e sciopero dei lavoratori del marchio di abbigliamento.
Il ruolo della mobilitazione dei lavoratori
Secondo quanto dichiarato da Cgil e Cisl, il risultato è stato possibile grazie alla mobilitazione dei dipendenti e al contributo della Prefettura di Napoli nel favorire il confronto tra le parti. Le organizzazioni sindacali considerano questo un primo passo nella difesa dei livelli occupazionali, pur riconoscendo che il percorso per superare la crisi aziendale resta complesso e richiederà sacrifici da parte dei lavoratori.
La posizione dei sindacati
All’incontro hanno partecipato Raffaele Paudice per la Cgil Napoli e Campania, Andrea Pastore e Vincenzo Acanfora per la Filctem Cgil, insieme ai rappresentanti della Cisl Napoli Melicia Comberiati e Anna Pareni della Femca Cisl. I sindacati hanno evidenziato che, pur nella soddisfazione per il risultato ottenuto, resta aperta una fase difficile: l’utilizzo degli ammortizzatori sociali rappresenta uno strumento per gestire la crisi, ma non ne risolve definitivamente le cause.
Difesa del lavoro in un territorio fragile
Per Cgil e Cisl, il ritiro dei licenziamenti rappresenta un segnale importante in un territorio come quello napoletano, segnato negli ultimi anni da numerose crisi industriali e da un processo di deindustrializzazione. Le organizzazioni sindacali hanno ribadito l’impegno a restare al fianco dei lavoratori nella difesa dell’occupazione e della dignità del lavoro, sottolineando come la mobilitazione e il senso di responsabilità dei dipendenti possano rappresentare una leva decisiva per affrontare le crisi aziendali.