Vale Lambo: «La musica parla da sola. Se arrivi per il personaggio perdi»
Di Gabriele Crispo, in arte Vale Lambo, classe 1991, si racconta a Leggo partendo dai sacrifici vissuti a Londra, dove ha lavorato come cameriere e barista per pagarsi i primi video musicali. Cresciuto con il mito del rap americano e affinatosi sulla strada a Casoria con colleghi come Lele Blade, l'artista di Secondigliano individua tre tappe chiave nella sua carriera:
- la benedizione di Guè Pequeno con È meglio pe loro,
- la svolta del 2018 con l'album Angelo – elogiato da Marracash –
- il successo di Lamborghini a via Marina.
Oggi il rapper difende la sua evoluzione musicale e attacca la dittatura della nostalgia: «La frase che mi fa arrabbiare è quando dicono: "Perché non fai un disco come in passato?". Sarebbe noioso fare dieci volte Angelo». Con un nuovo album quasi pronto e il sogno nel cassetto di riempire lo stadio Maradona, Vale Lambo lancia un monito alla scena contemporanea: «Consiglio a chi fa il mio lavoro di concentrarsi solo sulle canzoni. Magari oggi arrivi al successo grazie al personaggio, ma poi perdi l’arte».