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Morti sul lavoro, 482 vittime nel primo semestre del 2026: il rischio cresce al Sud, Sicilia in zona rossa

Hashtag Sicilia · Indiana, United States · 2 wk ago
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Il commento ai dati aggiornati a giugno 2026 dell’Ing. Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, evidenzia un calo delle morti sul lavoro rispetto allo scorso anno, sebbene il miglioramento stia perdendo intensità. Le 482 vittime accertate da inizio anno, la presenza di 6 regioni in zona rossa e l’aumento delle denunce di infortunio confermano che l’emergenza è tutt’altro che superata. Particolarmente grave è la situazione dei lavoratori ultrasessantacinquenni (45 decessi per milione di occupati) e dei lavoratori stranieri (37,1 decessi per milione di occupati).

Rischio di morte regione per regione

A giugno 2026, le regioni in zona rossa (incidenza superiore a +25% rispetto alla media nazionale di 14,5 morti ogni milione di lavoratori) sono: Calabria, Liguria, Sicilia, Campania, Umbria e Puglia. In zona arancione: Veneto, Trentino-Alto Adige e Toscana. In zona gialla: Piemonte, Marche, Sardegna, Emilia-Romagna e Lombardia. In zona bianca: Lazio, Molise, Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia, Basilicata e Valle d’Aosta.

Morti e infortuni in Italia nel primo semestre 2026

A giugno 2026 sono 482 le vittime sul lavoro in Italia: 350 in occasione di lavoro (12 in meno rispetto a giugno 2025) e 132 in itinere (8 in meno rispetto allo scorso anno). La Lombardia registra il maggior numero di vittime in occasione di lavoro (53), seguita da Veneto (39), Campania (33), Sicilia (29), Emilia-Romagna e Piemonte (27), Toscana (26), Puglia e Lazio (24), Calabria (14), Liguria (13), Trentino-Alto Adige e Marche (9), Sardegna (8), Umbria (7), Abruzzo (4), Friuli-Venezia Giulia (3) e Molise (1).

Infortuni per età

L’incidenza più elevata di infortuni mortali in occasione di lavoro si registra tra gli ultrasessantacinquenni (45,0 decessi per milione di occupati), seguiti dai lavoratori tra i 55 e i 64 anni (22,8) e quelli tra i 15 e i 24 anni (14,3). In termini assoluti, la fascia più colpita è quella tra i 55 e i 64 anni (128 vittime su 350).

Infortuni mortali tra le donne

Nei primi sei mesi del 2026 sono decedute 44 donne (1 in più rispetto al 2025): 26 in occasione di lavoro (5 in più del 2025) e 18 in itinere (4 in meno del 2025).

Lavoratori stranieri

Sono 133 gli stranieri vittime di infortuni sul lavoro (96 in occasione di lavoro, 37 in itinere). Il rischio di morte è oltre tre volte superiore rispetto ai lavoratori italiani: 37,1 morti ogni milione di occupati contro 11,8 degli italiani.

Settori più colpiti

A giugno 2026, i settori con il maggior numero di vittime in occasione di lavoro sono: Costruzioni (59), Trasporto e Magazzinaggio (47) e Attività Manifatturiere (41).

Giorni più pericolosi

Il giovedì è il giorno con il maggior numero di infortuni mortali (22,6%), seguito dal lunedì (20,3%) e dal venerdì (17,4%).

Denunce di infortunio

A fine giugno 2026, le denunce di infortunio totali sono 315.452 (+5,5% rispetto a giugno 2025). I settori con il maggior numero di denunce sono: Attività Manifatturiere (33.980), Sanità (18.451), Costruzioni (18.210), Commercio (16.216) e Trasporto e Magazzinaggio (16.199). Le denunce presentate dalle lavoratrici sono 116.462 (91.814 in occasione di lavoro), mentre quelle degli uomini ammontano a 198.990 (173.076 in occasione di lavoro). I lavoratori stranieri rappresentano circa 1 denuncia su 5 (65.954 su 315.452).

Definizione di incidenza degli infortuni

L’incidenza degli infortuni mortali indica il numero di lavoratori deceduti durante l’attività lavorativa ogni milione di occupati in una data area (regione o provincia). Questo indice consente di confrontare il fenomeno infortunistico tra regioni con popolazioni lavorative differenti.

Zonizzazione dell’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega

  • Bianco: regioni con un’incidenza infortunistica inferiore al 75% della media nazionale.
  • Giallo: regioni con un’incidenza compresa tra il 75% della media nazionale e il valore medio nazionale.
  • Arancione: regioni con un’incidenza compresa tra il valore medio nazionale e il 125% della media nazionale.
  • Rosso: regioni con un’incidenza superiore al 125% della media nazionale.

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