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I media tra i cittadini e il potere

Sens Public · Media, IL · 2 mo ago
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È vero, come sostiene Ignacio Ramonet, direttore di Le Monde Diplomatique, che i media da sentinelle della democrazia si sono trasformati nel problema delle democrazie? Siamo nella suggestiva isola di San Servolo, a Venezia, dove venerdì 23 giugno e sabato 24 si è svolto il seminario internazionale "I media tra i cittadini e il potere", organizzato da The World Political Forum insieme alla Provincia Etica di Venezia.

Obiettivi del progetto

Non si tratta dell’ennesimo convegno, ma dell’avvio di un progetto che intende rilanciare Venezia oltre la sua solita immagine turistica, come luogo di ricerca culturale proiettata nella dimensione globale. Come ha spiegato Laura Di Lucia Coletti, organizzatrice dell’evento:

Si tratta di guardare il mondo, anzi, di riscoprire la potenzialità che è in essere in questi luoghi, ossia di essere porto, di essere porta verso il mondo, tra Oriente e Occidente, per uno sdoganamento delle nuove merci: le informazioni. Ciò vuol dire che S. Servolo si propone come luogo, come il punto di riferimento, come spazio simbolico e fisico dove raccogliere e sistematizzare dati, in sinergia con le organizzazioni dei giornalisti, con le università del territorio, con gli osservatori nazionali e internazionali. S. Servolo si offre come centro di documentazione per registrare lo status del sistema dell’informazione, i livelli di tutela dell’autonomia degli operatori, ma anche il rapporto tra nuove tecnologie e governance, tra democrazia e diritto all’informazione e tra la concentrazione della proprietà dei media e il potere finanziario e politico.

Questa piccola isola, di appena 5 ettari, che per un millennio fu sede monastica e poi ha ospitato i malati di mente fino al 1978 (quando la riforma della psichiatria portò alla chiusura dell’ospedale), vuole convertirsi in un centro di ricerca internazionale per rilanciare il dialogo tra le culture e esercitare un effettivo controllo sui mezzi di comunicazione.

Contesto e partecipanti

L’idea nasce dall’incontro tra il World Political Forum, associazione fondata da Mikhail Gorbaciov, e il progetto della Provincia Etica di Venezia. Si è materializzata in un primo incontro, realizzato ad ottobre dello scorso anno, su Etica e comunicazione. Al seminario ha partecipato Gorbaciov, che ha ribadito i temi della Glasnost, della trasparenza e della democrazia come circolazione ampia e nitida dell’informazione.

Riflessioni sul ruolo dei media

Gorbaciov ha sottolineato che la democrazia non può essere circoscritta al potere della maggioranza: è piuttosto il modo in cui tutte le minoranze sono sostenute dal dialogo sociale, un problema che riguarda la comunicazione. Secondo lui, la politica è in ritardo rispetto ai cambiamenti sociali e solo la gente può cambiare le cose. I media devono quindi mettere in contatto queste due sfere.

Nell’URSS, la Glasnost non si limitava a smontare l’apparato burocratico, ma voleva dare fiducia alla gente per evitare la manipolazione. Gorbaciov sostiene che questa via ha portato dal totalitarismo alla democrazia. Tuttavia, i media non si limitano a comunicare: creano realtà televisive e virtuali, al punto che "chi non appare nei media non esiste".

Gore Vidal ha affermato che negli Stati Uniti i media sono al servizio del potere e mentono sistematicamente, gestendo il paese attraverso la menzogna. Informare significa definire, mostrare e oscurare la realtà, rendendo impossibile considerare gli USA un modello di democrazia. Si tratta piuttosto di un regime totalitario, dove tutto è sotto controllo.

Oggi la politica è la politica dei media, ma ciò non significa che i media controllino i cittadini. Essi devono conquistare il pubblico, usando ogni mezzo a disposizione per guadagnarsi l’ascolto.

Crisi della democrazia rappresentativa

Il sociologo Manuel Castells ha evidenziato un progressivo allontanamento tra istituzioni e cittadini: secondo dati delle Nazioni Unite, due terzi dei cittadini del mondo non si sentono rappresentati dai loro governi. Nell’Unione Europea, questa distanza è del 61%. La democrazia formale ha perso credibilità, e si cercano nuove forme di democrazia in cui i media avranno un ruolo centrale, come ribadito a Venezia.

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